Dopo la grande euforia, e' calato l“interesse per Internet come strumento di comunicazione? Diventera' solo una piazza commerciale, preda delle grandi aziende? Controllata in ogni angolo, con il pretesto della lotta al terrorismo, al narcotraffico e alla pedofilia, dagli occhi elettronici dei servizi governativi? Finito anche l“effetto novita', si avvertono sintomi di stanchezza, ma il vero valore di Internet sta nel suo "software sociale", nelle reti di persone, nelle comunita' di cui consente la formazione, a dispetto di ogni confine, grazie per esempio alla posta elettronica e alle mailing list.
Geert Lovink esplora la trasformazione di Internet in un'ottica vicina a quella dei "cultural studies", da "critico della cibercultura" e studioso dei media, prendendo le mosse dalle caratteristiche della recessione dei primi anni duemila e seguendo le modalita' di nascita, sviluppo (e in qualche caso scomparsa) di liste di discussione politica esemplari per la loro dinamica, in continuo riferimento (e non di rado in disaccordo) con le posizioni di autori come Manuel Castells, Hubert L. Dreyfus e Lawrence Lessig.
Geert Lovink, danese trapiantato in Australia, e' uno studioso dei media e della cultura di Internet; e' stato fra i fondatori di vari progetti online, come Nettime e Fiberculture. Ha scritto altri due volumi; "Dark Fiber" (tradotto in italiano con lo stesso titolo) e "Uncanny Networks". Attorno alla Rete si sta sviluppando una riflessione forte, sempre meno interessata agli aspetti tecnologici e sempre piu' a quelli sociali e politici. Quella di Lovink e' una delle voci piu' originali e interessanti.
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