Home    Novità    Ricerca   In offerta   Consigliati   Prossimi arrivi   Bestsellers   Software    CBT  
P.Iva 01029770490   [Ordini telefonici 0586 210919]  Ordini rapidi 
Ricerca Veloce   per Titolo o ISBN  [Mailing delle novità]   [Servizio di CallBack]  
  Argomenti 

  Applicazioni
  CAD
  Certificazione e formazione
  Commercio elettronico
  Cultura Informatica
  Database
  Dizionari
  Elettronica
  Enterprise
  Grafica
  Hardware
  Internet
  Legislazione informatica
  Multimedia
  Progettazione WEB
  Programmazione
  Reti e telecomunicazioni
  Sicurezza
  Sistemi operativi
  Tecnologia e societa'
  Universita' e ricerca
Universita' e ricercaEconomia



Finanza aziendale - seconda edizione
EditoreApogeo
AutoreDamodaran Aswath
Titolo originaleApplied corporate finance: a user's manual - second edition
Editore originaleWiley
CollanaIdee e strumenti
Pagine684
Volumi1
LivelloIntermedio
LinguaItaliano
Data pubblicazione06 - 2006
ISBN8850322569


 Prezzo di copertina 
 Euro 42,00  

 Presentazione       Indice      

Presentazione dell’edizione italiana
Prefazione

Capitolo 1 I fondamenti
1.1 L’impresa: elementi essenziali
1.2 Principi guida
1.2.1 L’obiettivo dell’attività d’impresa
1.2.2 Il Principio di Investimento
1.2.3 Il Principio di Finanziamento
1.2.4 Il Principio dei Dividendi
1.3 decisioni di finanza aziendale, valore dell’impresa e valore del capitale netto
1.4 Esempi applicativi: obiettivo su aziende reali
1.5 Guida alle risorse
1.6 Alcuni aspetti fondamentali della finanza aziendale
1.7 Riepilogo

Capitolo 2 L’obiettivo
2.1 Scegliere il “giusto obiettivo”
2.2 L’obiettivo tradizionale
2.2.1 Conflitti di interesse fra diversi portatori di interesse
2.2.2 Potenziali costi collaterali
2.2.3 Perché puntare alla massimizzazione dei prezzi azionari?
2.3 Massimizzazione del prezzo azionario: uno scenario ideale
2.4 Massimizzazione del prezzo azionario: la dura realtà
2.4.1 Azionisti e management
2.4.1.1 L’assemblea annuale degli azionisti
2.4.1.2 Il Consiglio di Amministrazione
2.4.1.3 Conseguenze del limitato potere degli azionisti
2.4.2 Azionisti e obbligazionisti
2.4.2.1 La radice del conflitto
2.4.2.2 Alcuni esempi del conflitto
2.4.2.3 Conseguenze dei conflitti fra azionisti e obbligazionisti
2.4.3 L’impresa e i mercati finanziari
2.4.3.1 Il problema dell’informazione
2.4.3.2 Il problema del mercato
2.4.4 L’impresa e la società
2.4.5 Il mondo reale: una rappresentazione
2.5 Alternative alla massimizzazione del prezzo azionario
2.5.1 Un diverso sistema dei corporate governance
2.5.2 Scegliere una funzione obiettivo alternativa
2.6 Massimizzare il prezzo azionario: alcuni accorgimenti
2.6.1 Azionisti e management
2.6.1.1 Allineare gli interessi di azionisti e management
2.6.1.2 Rendere il C.d.A. più efficace
2.6.1.3 Aumentare il potere degli azionisti
2.6.1.4 La minaccia di una scalata
2.6.2 Azionisti e obbligazionisti
2.6.2.1 L’impatto delle clausole contrattuali (covenant)
2.6.3 L’impresa e i mercati finanziari
2.6.3.1 Migliorare la qualità dell’informazione
2.6.3.2 Rendere i mercati più efficienti
2.6.4 L’impresa e la società
2.6.5 Motivi per scegliere la massimizzazione del prezzo azionario come obiettivo
2.7 Una nota: i limiti della finanza aziendale
2.8 Riepilogo
Esercizi

Capitolo 3 La nozione di rischio
3.1 Analisi del rischio: ragioni e obiettivi
3.2 Rischio azionario e rendimento atteso
3.2.1 La misurazione del rischio
3.2.2 Rischio remunerato e non remunerato
3.2.2.1 Le componenti del rischio
3.1.1.1 Perché la diversificazione riduce o elimina il rischio specifico d’impresa?
3.1.1.2 Identificare l’investitore “marginale”
3.1.1.3 Perché si presume che l’investitore “marginale” sia diversificato?
3.1.2 La misurazione del rischio di mercato
3.1.2.1 Il capital asset pricing model
3.1.2.2 L’arbitrage pricing model
3.1.2.3 Modelli multifattoriali di rischio e rendimento
3.1.2.4 Modelli empirici basati su regressioni
3.1.3 Analisi comparata dei modelli di rischio e rendimento
3.2 Rischio associato all’indebitamento: rischio di insolvenza e costo del debit
3.2.1 Determinanti del rischio d’insolvenza
3.2.2 Rischio di insolvenza e tassi di interesse
3.2.2.1 Il processo di rating
3.2.2.2 Determinanti del rating delle obbligazioni
3.2.2.3 Rating e tassi di interesse
3.3 Riepilogo
Esercizi

Capitolo 4 Misurare rischio e soglia minima di rendimento: in pratica
4.1 Il costo del capitale netto
4.1.1 Tasso privo di rischio
4.1.1.1 Requisiti perché un investimento sia privo di rischio
4.1.1.2 Flussi di cassa e tassi privi di rischio: il principio della coerenza
4.1.2 Il premio per il rischio (risk premium)
4.1.2.1 Che cosa dovrebbe misurare il premio per il rischio?
4.1.2.2 La stima dei premi per il rischio
4.1.3 Parametri di rischio
4.1.3.1 Derivare il beta da dati storici di mercato (regression beta)
4.1.3.2 Derivare il beta dai fondamenti (bottom-up beta)
4.1.3.3 Derivare il beta dai dati contabili (accounting beta)
4.1.3.4 Quale beta utilizzare?
4.1.4 La stima del costo del capitale netto
4.2 Dal costo del capitale netto al costo del capitale
4.2.1 Il costo delle fonti di finanziamento diverse dal capitale netto
4.2.1.1 Il costo del debito
4.2.1.2 Il costo delle azioni privilegiate
4.2.1.3 Il costo dei altri titoli ibridi
4.2.2 Calcolare il peso relativo di debito e capitale netto ai fini della stima del costo del capitale
4.2.2.1 Scelta dei pesi da utilizzare
4.2.2.2 La stima dei valori di mercato
4.2.3 La stima e l’utilizzo del costo del capitale
4.3 Riepilogo
Esercizi

Capitolo 5 Misurare il rendimento di un investimento
5.1 Che cos’è un progetto d’investimento?
5.2 Soglie minime di rendimento per le imprese e per i progetti a confronto
5.2.1 L’utilizzo della soglia minima di rendimento dell’impresa per singoli progetti
5.2.2 Il costo del capitale netto dei progetti
5.2.3 Costo del debito nell’analisi dei progetti
5.2.4 Struttura finanziaria e costo del capitale di un progetto
5.3 Misurare il rendimento: le scelte di fondo
5.3.1 Misure contabili di rendimento e flussi di cassa a confronto
5.3.1.1 Perché misure contabili di rendimento e flussi di cassa non coincidono?
5.3.1.2 Dalle misure contabili di rendimento ai flussi di cassa
5.3.1.3 Perché utilizzare i flussi di cassa
5.3.2 Flussi di cassa totali e flussi di cassa incrementali
5.3.2.1 Differenze fra flussi di cassa incrementali e flussi di cassa totali
5.3.2.2 Perché utilizzare flussi di cassa incrementali
5.3.3 Flussi di cassa attualizzati e flussi di cassa nominali
5.3.3.1 Perché flussi di cassa relativi a periodici diversi e non comparabili
5.3.3.2 Perché utilizzare misure di rendimento attualizzate
5.4 Criteri decisionali relativi agli investimenti
5.4.1 Che cosa si intende per “criterio decisionale”?
5.4.2 Criteri decisionali basati sul reddito contabile
5.4.2.1 Redditività del capitale (ROC, Return on Capital)
5.4.2.2 Redditività del capitale netto (ROE, Return on Equity)
5.4.2.3 Valutare i criteri decisionali basati su misure contabili di rendimento
5.4.2.4 ROC e ROE a livello dell’intera impresa
5.4.3 Criteri decisionali basati sui flussi di cassa
5.4.3.1 Criterio del tempo di recupero del capitale investito (payback)
5.4.3.2 Valore attuale netto (VAN)
5.4.3.3 Tasso intero di rendimento (TIR)
5.4.3.4 Confronto fra VAN e TIR
5.5 Da dove provengono i buoni progetti?
5.5.1 Qualità del management e qualità del progetto
5.5.2 Il ruolo delle acquisizioni
5.6 Riepilogo
Esercizi

Capitolo 6 Interdipendenze fra progetti
6.1 Progetti alternativi
6.1.1 Progetti alternativi con pari durata
6.1.1.1 Il confronto in termini di VAN
6.1.1.2 Flussi di cassa differenziali
6.1.2 Progetti con diversa durata
6.1.2.1 La replica di progetto
6.1.2.2 Rendite di progetto
6.1.2.3 Rendite equivalenti
6.1.2.4 Il calcolo del punto di equilibrio
6.1.2.5 Scegliere fra progetti: un approccio generale
6.1.3 La decisione di sostituire: un caso particolare di progetti alternativi
6.2 Il razionamento di capitale
6.2.1 Cause del razionamento di capitale
6.2.2 Selezione di progetti con razionamento di capitale
6.2.2.1 Il TIR
6.2.2.2 L’indice di redditività
6.2.2.3 Inserire nell’analisi i vincoli imposti dal razionamento di capitale
6.3 I costi opportunità
6.3.1 I costi opportunità
6.3.1.1 Risorse con un utilizzo alternativo immediato
6.3.1.2 Costi opportunità di risorse senza un utilizzo alternativo immediato
6.3.2 Cannibalizzazione dei prodotti (product cannibalization)
6.4 Le sinergie
6.4.1 Le sinergie nelle acquisizioni
6.5 Opzioni implicite nei progetti
6.5.1 Descrizione delle opzioni e dei fattori che ne determinano il valore
6.5.2 L’opzione di rinviare un progetto (option to delay)
6.5.2.1 Descrizione dell’opzione di rinviare un progetto
6.5.2.2 Valutazione dell’opzione di rinviare un progetto
6.5.2.3 Implicazioni
6.5.3 L’opzione di ampliare le dimensioni di un progetto (option to expand)
6.5.3.1 Descrizione dell’opzione di ampliare le dimensioni di un progetto
6.5.3.2 Valutazione dell’opzione di ampliare le dimensioni di un progetto
6.5.3.3 Alcuni test per capire se l’opzione di ampliamento di un progetto ha valore
6.5.3.4 Considerazioni di carattere pratico
6.5.3.5 Implicazioni
6.5.4 L’opzione di abbandonare un progetto (option to abandon)
6.5.4.1 Descrizione dell’opzione di abbandonare un progetto
6.5.4.2 Implicazioni
6.6 Riepilogo
Esercizi

Capitolo 7 La struttura del capitale: analisi della decisione di finanziamento
7.1 Gli strumenti finanziari
7.1.1 Il continuum fra debito e capitale netto
7.2 Il capitale netto
7.2.1 Capitale proprio (owner’s equity)
7.2.2 Venture capital e private equity
7.2.3 Azioni ordinarie (common stock)
7.2.4 Warrant
7.2.5 Contingent value right
7.3 Il debito
7.3.1 Debito bancario (bank debt)
7.3.2 Le obbligazioni (bond)
7.3.3 I leasing
7.4 Titoli ibridi
7.4.1 Debito convertibile (convertible debt)
7.4.2 Azioni privilegiate (preferred stock)
7.4.3 Obbligazioni con opzioni (option-linked bond)
7.5 Scelte di finanziamento e ciclo di vita di un’impresa
7.5.1 Finanziamento interno ed esterno a confronto
7.5.2 Crescita, rischio e finanziamento
7.5.3 In che modo le imprese hanno raccolto fondi in passato
7.6 Il processo di raccolta del capitale
7.6.1 L’espansione di un’impresa non quotata: la raccolta di fondi tramite private equity
7.6.2 Diventare un’impresa quotata: le IPO
7.6.2.1 Quotarsi o non quotarsi?
7.6.2.2 Le fasi di una IPO
7.6.2.3 Il costo della quotazione
7.6.3 Le scelte per un’impresa quotata
7.6.3.1 Sottoscrizioni generiche
7.6.3.2 Collocamento privato
7.6.3.3 Emissioni riservate agli azionisti
7.6.4 Registrazione anticipata
7.7 Il trade-off del debito
7.7.1 I benefici del debito
7.7.1.1 Il beneficio fiscale
7.7.1.2 Il debito come meccanismo disciplinare
7.7.2 I costi del debito
7.7.2.1 Il debito fa aumentare i costi attesi del fallimento (bankruptcy cost)
7.7.2.2 Il debito crea dei costi di agenzia (agency cost)
7.7.2.3 L’utilizzo della capacità di debito inutilizzata riduce la flessibilità
7.7.3 Il trade-off sotto forma di bilancio patrimoniale
7.8 Non esiste una struttura di finanziamento ottimale
7.8.1 L’irrilevanza del debito in assenza di imposizione fiscale
7.8.2 L’irrilevanza del debito in presenza di imposizione fiscale
7.8.3 Le conseguenze dell’irrilevanza del debito
7.8.4 Il contributo del teorema di Miller-Modigliani
7.9 Esiste una struttura finanziaria ottimale
7.9.1 Argomento a favore dell’esistenza di una struttura finanziaria ottimale
7.9.2 L’evidenza empirica
7.10 In che modo le imprese scelgono la struttura finanziaria
7.10.1 Struttura finanziaria e ciclo di vita di un’impresa
7.10.2 Struttura finanziaria e imprese simili
7.10.3 Gerarchia delle fonti di finanziamento: la teoria dell’ordine di scelta (pecking order theory)
7.11 Riepilogo
Esercizi

Capitolo 8 La struttura del capitale: la combinazione ottimale delle fonti di finanziamento
8.1 Metodo del reddito operativo
8.1.1 Le fasi dell’applicazione del metodo del reddito operativo
8.1.2 Limiti del metodo del reddito operativo
8.2 Metodo del costo del capitale
8.2.2 Il ruolo del costo del capitale nell’analisi degli investimenti e nelle valutazioni d’azienda
8.2.3 Le fasi del metodo del costo del capitale
8.2.4 Inserire dei vincoli nel metodo del costo del capitale
8.2.4.1 Vincoli in termini di rating obbligazionario
8.2.4.2 Analisi di sensibilità
8.2.4.3 Il reddito operativo normalizzato
8.2.4.4 Il reddito operativo in funzione del rischio di insolvenza
8.2.5 Il metodo del costo del capitale in casi particolari
8.2.5.1 Imprese non quotate
8.2.5.2 Banche e compagnie assicurative
8.2.6 Determinanti dell’indice d’indebitamento ottimale
8.2.6.1 Fattori specifici dell’impresa
8.2.6.2 Fattori macroeconomici
8.3 Metodo del valore attuale modificato (adjusted present value)
8.3.1 Le fasi del metodo del VAM
8.3.2 Vantaggi e limiti del metodo del VAM
8.4 Il metodo dell’analisi comparata
8.4.1 Il confronto con la media di settore
8.4.2 Il confronto con il settore tramite regressione
8.5 La scelta dell’indice di indebitamento ottimale
8.6 Riepilogo
Esercizi

Capitolo 9 La struttura del capitale: implementazione
9.1 Modificare la struttura finanziaria: il quadro generale
9.2 La decisione di modificare la struttura finanziaria
9.2.1 Nessuna modifica, modifica graduale o modifica immediata
9.2.1.1 Cambiare o non cambiare?
9.2.1.2 Cambiamento graduale e immediato a confronto
9.3 Il processo di modifica della struttura finanziaria
9.3.1 I metodi per modificare la struttura finanziaria
9.3.2 La scelta fra le varie alternative
9.4 Scegliere gli strumenti di finanziamento appropriati
9.4.1 Fase 1: allineare i flussi di cassa delle passività con i flussi di cassa delle attività
9.4.1.1 Perché allineare i flussi di cassa dell’attivo e del passivo?
9.4.1.2 L’allineamento di attività e passività
9.4.2 Fase 2: esaminare le implicazioni fiscali
9.4.3 Fase 3: valutare la reazione di agenzie di rating, analisi finanziari e organismi di regolamentazione
9.4.4 Fase 4: esaminare gli effetti dell’asimmetria informativa
9.4.5 Fase 5: considerare le implicazioni in termini di costi di agenzia
9.4.6 In breve
9.4.6.1 Approccio bottom-up al design del debito
9.4.6.2 Tirando le somme
9.5 Riepilogo
Esercizi

Capitolo 10 La politica dei dividendi
10.1 Nozioni di base sulla politica dei dividendi
10.1.1 Dividendi: aspetti procedurali
10.1.1.1 La linea temporale del pagamento dei dividendi
10.1.1.2 Tipi di dividendi e della politica dei dividendi
10.1.2 Misure della politica dei dividendi
10.1.3 Studi empirici sulla politica dei dividendi
10.1.3.1 L’andamento dei dividendi tende a seguire quello degli utili
10.1.3.2 La stabilità dei dividendi
10.1.3.3 I dividendi hanno un andamento più regolare rispetto agli utili
10.1.3.4 La politica dei dividendi tende a seguire il ciclo di vita dell’impresa
10.1.3.5 Differenze fra le politiche dei dividendi in diversi Paesi
10.2 In quali circostanze la politica dei dividendi è irrilevante?
10.2.1 Ipotesi alla base della teoria dell’irrilevanza dei dividendi
10.2.2 Una prova dell’irrilevanza dei dividendi
10.2.3 Implicazioni della teoria dell’irrilevanza dei dividendi
10.3 La scuola di pensiero contraria ai dividendi
10.3.1 Il trattamento fiscale dei dividendi
10.3.1.1 I singoli investitori
10.3.1.2 Gli investitori istituzionali
10.3.1.3 Il trattamento fiscale dei dividendi in altri Paesi
10.3.1.4 L’opzione di scegliere quando pagare le imposte
10.3.1.5 Preferenze fiscali degli investitori in materia di dividendi
10.3.2 Implicazioni
10.4 La scuola di pensiero favorevole ai dividendi
10.4.1 Ragioni non valide per distribuire dividendi
10.4.1.1 Un uovo oggi non è meglio di una gallina domani
10.4.1.2 Eccedenza temporanea dei flussi di cassa
10.4.2 Ragioni non valide per distribuire dividendi
10.4.2.1 Alcuni investitori preferiscono i dividendi
10.4.2.2 Il contenuto informativo dei dividendi (information signaling)
10.4.2.3 La politica dei dividendi come strumento per modificare la struttura finanziaria
10.5 Interessi del management e politica dei dividendi
10.5.1 La fonte del conflitto
10.5.2 Il punto di vista del management
10.6 Riepilogo
Esercizi

Capitolo 11 L’analisi delle liquidità restituite agli azionisti
11.1 Le liquidità restituite agli azionisti
11.1.1 Gli effetti del riacquisto di azioni proprie
11.1.2 L’entità dei riacquisti di azioni proprie
11.1.3 Motivazioni dei riacquisti di azioni proprie
11.1.4 La scelta fra dividendi e riacquisto di azioni proprie
11.2 Un approccio per l’analisi della politica dei dividendi basato sui flussi di cassa
11.2.1 Fase 1: la misurazione delle liquidità che l’impresa può restituire agli azionisti
11.2.1.1 La misurazione del rapporto di distribuzione degli utili
11.2.1.2 Perché le imprese distribuiscono liquidità inferiori ai FCFE?
11.2.1.3 Dividendi e FCFEE: alcune prove empiriche
11.2.2 Fase 2: la valutazione della qualità dei progetti
11.2.3 Fase 3: la valutazione della politica dei dividendi
11.2.3.1 Conseguenze di distribuzioni di liquidità non in linea con i FCFE
11.2.4 Fase 4: l’interazione fra la politica dei dividendi e la politica di finanziamento
11.3 Un approccio per l’analisi della politica dei dividendi basato sulle imprese comparabili
11.3.1 Utilizzare imprese operanti nello stesso settore
11.3.2 Utilizzare l’intero mercato
11.4 Gestire cambiamenti nella politica dei dividendi
11.4.1 Le prove empiriche
11.4.2 Lezioni per le imprese
11.5 Riepilogo
Esercizi

Capitolo 12 Teoria e pratica della valutazione
12.1 Il metodo dei flussi di cassa attualizzati
12.1.1 Valutazione del capitale netto e dell’impresa a confronto
12.1.2 La scelta del giusto modello di valutazione
12.1.3 La stima degli input dei modelli dei flussi di cassa attualizzati
12.1.3.1 Modello di valutazione basato sull’attualizzazione dei dividendi (dividend discount model)
12.1.3.2 Modello di valutazione basato sull’attualizzazione dei flussi di cassa disponibili per gli azionisti (FCFE)
12.1.3.3 Modello di valutazione basato sull’attualizzazione dei flussi di cassa disponibili per gli investitori (FCFF)
12.1.4 La valutazione delle imprese non quotate
12.1.5 Come aumentare il valore
12.2 Metodi di valutazione relativa (relative valuation)
12.2.1 Valori standardizzati e multipli
12.2.1.1 Multipli degli utili
12.2.1.2 Multipli del valore contabile o del valore di rimpiazzo
12.2.1.3 Multipli dei ricavi
12.2.2 Fattori che determinano i multipli
12.2.3 Come utilizzare imprese comparabili
12.3 Come conciliare le diverse valutazioni
12.4 Riepilogo
Esercizi

Appendice 1 Alcuni concetti di statistica
A1.1 Aggregare dati
A1.1.1 La distribuzione dei dati
A1.1.2 Statistiche di sintesi
A1.2 Alla ricerca di relazioni fra i dati
A1.2.1 Correlazioni e covarianze
A1.2.2 Le regressioni
A1.2.2.1 I diagrammi a dispersione e le linee di regressione
A1.2.2.2 La stima dei parametri della regressione
A1.2.2.3 L’utilizzo delle regressioni
A1.2.2.4 Dalle regressioni semplici alle regressioni multiple
A1.2.2.5 Presupposti e limiti delle regressioni
A1.3 Conclusione

Appendice 2 Il bilancio d’esercizio
A2.1 Nozioni di base sul bilancio di esercizio
A2.2 Misurazione e valutazione delle attività
A2.2.1 I principi contabili alla base della misurazione delle attività
A2.2.2 La misurazione del valore delle attività
A2.3 Misurazione delle passività e del capitale netto
A2.3.1 I principi contabili alla base della misurazione delle passività e del capitale netto
A2.3.2La misurazione del valore delle passività
A2.3.3 La misurazione del valore del capitale netto
A2.4 La misurazione degli utili e della redditività
A2.4.1 Principi contabili alla base della misurazione di utili e redditività
A2.4.2 La misurazione degli utili contabili e della redditività
A2.4.2.1 Misure della redditività
A2.4.2.2 La redditività delle attività (ROA) e le redditività del capitale (ROC)
A2.4.2.3 Redditività del capitale netto (ROE)
A2.5 Riepilogo

Appendice 3 Il valore temporale del denaro
A3.1 Rappresentazione grafica: la linea temporale
A3.2 Valore attuale: l’intuizione
A3.3 Valore temporale: modalità di calcolo
A2.2.1 Flussi di cassa semplici
A3.3.1.1 Attualizzazione di un flusso di cassa semplice
A3.3.1.2 Capitalizzazione di un flusso di cassa
A3.3.1.3 Frequenza di attualizzazione e capitalizzazione
A3.3.2 Rendite
A3.3.2.1 Valore attuale di una rendita con pagamenti alla fine di ciascun periodo
A3.3.2.2 Trovare la rendita corrispondente a un certo valore attuale
A3.3.2.3 Valore futuro di una rendita con pagamenti alla fine di ciascun periodo
A3.3.2.4 Trovare la rendita corrispondente a un certo valore futuro
A3.3.2.5 rendite con pagamenti all’inizio di ogni periodo: effetto sul valore
A.3.3.3 Rendite a rendimenti crescenti
A3.3.4 Rendite perpetue
A3.3.5 Rendite perpetue a rendimenti crescenti
A3.4 Riepilogo

Appendice 4 La valutazione delle opzioni (option pricing)
A4.1 I flussi di cassa delle opzioni
A4.2 Fattori che determinano il valore di un’opzione
A4.2.1 Il modello binomiale
A4.2.2 Il modello di Black-Scholes
A4.2.2.1 Il Modello
A4.2.2.2 Limiti del modello e sue modificazioni
A4.3 Riepilogo

Glossario
Bibliografia


  Login 

  Non ricordo la password
  Nuovo account
  Cliente 

  Il carrello

 Carrello 

  Informazioni 

  Contatti
  Qualità del servizio
  Costi e tempi di consegna
  Modalità di pagamento
  Prezzi
  Sconti
  Privacy